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VALUTAZIONI SULLA RIUNIONE DELLŽEUROGRUPPO Un vertice dagli esiti apprezzabili per lŽItalia, MA.........
19-03-2011 18:01 - ECONOMIA E SOCIETAŽ
VALUTAZIONI SULLA RIUNIONE DELL´EUROGRUPPO..........
Continua la sofferenza del nostro paese che, per non aver avuto il coraggio e la forza di fare delle scelte impopolari per la crescita della nostra economia e metterla a riparo da eventuali speculazioni esterne, rischia di fare la stessa fine delle Grecia e di tutti quei paesi, dove l´economia reale non esiste, ma, solo fogli di carta che girano nei sportelli bancari a beneficio di pochi. Il nostro amico Fiorenzo Grollino, continua imperterrito a monitorare ciò che succede in Eurolandia.
Come se non bastasse, c´è alle porte un´altra crisi da fronteggiare: la crisi libica con l´incombenza di una eventuale guerra; che per forza di cose, porterà sulle nostre coste altri disperati....... o pseudo tali che chiederanno semmai asilo politico.....www l´ITALIA, WW IL VESPASIANO D´EUROPA
"Un vertice dagli esiti apprezzabili per l´Italia, MA......... L´Europa non era ancora uscita dalla crisi finanziaria del 2008-2009, e oggi viene colpita dai rincari per l´energia e l´alimentare con il rischio di una inflazione che viaggia intorno al 2-2,2%, che causerà l´aumento di un quarto di punto del tasso di interesse da parte della Banca centrale europea nel prossimo mese di aprile. La spirale dei default si allargherà e interesserà i paesi Piigs di Eurolandia e tra questi l´Italia più degli altri a causa del suo elevato debito pubblico che ha raggiunto il 120%. Le cose non si mettono certamente bene per i Paesi euro-mediterranei: l´agenzia di rating Moody´s mercoledì 9 marzo ha declassato le sei principali banche greche a causa della scarsa liquidità, dell´esposizione al debito governativo e della qualità non buona delle attività. Oltre alle banche greche, che restano appese alla Bce, che le ha rifornite per un quinto (95 miliardi), la giornata del 10 marzo sui mercati è stata negativa per il debito dei Paesi "periferici" dell´Eurozona con rendimenti in salita per i titoli di Portogallo, Italia, Spagna e Irlanda, e l´allargamento degli spread rispetto ai bund tedeschi. Le banche italiane, in particolare, rifuggono dai titoli dei Paesi "periferici" e fanno incetta di Btp. La Bce calcola che dal gennaio 2009 a oggi le banche italiane hanno incrementato del 37% l´ammontare di titoli di Stato, vendendo i titoli stranieri e comprando soprattutto Btp, con il rischio di saltare per aria se malauguratamente i titoli di Stato italiani finissero nella bufera. Al riguardo basta citare, tra i big bancari, Intesa Sanpaolo che a settembre 2010 aveva in bilancio titoli dello Stato e degli enti locali italiani per un totale di 64,6 miliardi di euro, mentre, solo tre mesi prima, a giugno, l´esposizione era di 58,6 miliardi. In soli tre mesi Intesa Sanpaolo ha aumentato il "peso" del rischio Italia nel proprio bilancio di 6 miliardi, due miliardi al mese! Un aumento del 10%. C´è da essere preoccupati, e molto. Le conseguenze di questa situazione sono che nel nostro Paese è in atto una forte stretta creditizia del sistema bancario che si è fatta già sentire nel 2010 e la sua curva ascensionale è destinata ad aumentare in questo 2011, anche per il ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e la crisi da liquidità che si diffonde a macchia d´olio. Il risultato di questa difficoltà finanziaria è negativo per le Pmi del nostro Paese, dal momento che le procedure fallimentari sono cresciute e nel 2010 sono fallite mediamente ogni giorno trenta imprese, soprattutto piccole. In questo contesto si è collocato il vertice dei capi di governo dell´Eurogruppo dell´11 e 12 marzo, che ha affrontato tre importanti questioni, risolvendole in modo soddisfacente. La prima riguarda l´autorizzazione al fondo salvastati e il meccanismo permanente di buoni del tesoro dei Paesi in difficoltà. Le dimensioni del fondo salva stati saliranno da 250 a 440 miliardi e quelle del nuovo fondo arriveranno a 500 miliardi, mentre il costo dei prestiti erogati si abbasserà dal 5,2 al 4,2%. Questo nuovo tasso si applicherà ai prestiti concessi alla Grecia, la cui durata viene allungata da 3 a 7 anni e mezzo. La seconda interessa la disciplina di bilancio e la conferma che verranno resi operativi parametri numerici per il rientro dal debito pubblico, che terranno conto della situazione complessiva di ogni Paese, come è stato chiesto dal governo italiano. La terza questione è connessa alla competitività ed alla convergenza, per le quali è stato deciso di adottare meccanismi già sperimentati nell´ambito della strategia di Lisbona. L´Italia con il suo premier Silvio Berlusconi si è dichiarata soddisfatta dei risultati del vertice, avendo raggiunto i due obiettivi che si era prefissati sia sul debito pubblico che sull´introduzione di facilitazioni per le aree depresse del Sud. Una volta tanto i risultati di quest´ultimo vertice sono positivi, anche se non risolvono i problemi interni del Paese in tema di crescita e di sviluppo delle imprese, che soffrono per la mancanza di adeguati sostegni finanziari. Fiorenzo Grollino"