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La sfida: URGE , SALVARE IL PIANETA DAL "CO2"!
07-06-2011 08:35 - ECONOMIA E SOCIETAŽ
Ragazzi, non scherziamo PIU´!!
LE LOTTE SUL NUCLEARE SI´, NUCLEARE NO´, I CAMBIAMENTI CLIMATICI DI QUESTI ANNI, VI DEVREBBENO FAR RIFLETTERE. SMETTETELA CON QUESTA INGNOBILE MANIPOLAZIONE , E AFFRONTATE TUTTI INSIEME LA QUESTIONE, E TROVATE UNA SOLUZIONE SERIA E CONDIVISIBILE, PER IL FUTURO DI TUTTI NOI. VOI, POTETE ANCHE...............
Un grido d´allarme è stato lanciato il 30 maggio dagli esperti del clima, perché nel 2010 le emissioni di anidride carbonica hanno raggiunto il più alto livello storico. Il pianeta terra è esposto ad un rischio di riscaldamento incontrollato. L´allerta è stato dato dall´Agenzia Internazionale dell´Energia (AIE) e merita di essere ascoltato.
Una parte del globo terrestre, dall´Italia alla Cina, ha subito un eccezionale episodio di secchezza, un fenomeno che, secondo gli esperti, potrebbe diventare sempre più frequente.
Sembra che il clima non sia stato mai tanto assente dalle preoccupazioni dei governanti del mondo.
I paesi più ricchi del pianeta riuniti a Deauville, in Francia, il 26 e 27 maggio scorso per un nuovo G8, hanno accennato al problema, però hanno confermato il loro rifiuto ad impegnarsi in un accordo vincolante. Pur tuttavia, il clima resta al centro delle priorità della comunità internazionale, sia per la moltiplicazione di eventi meteorologici e sia per le deregolamentazioni annunciate da climatologi che si verificano ogni giorno di più, infliggendo all´economia mondiale perdite considerevoli.
Gli interrogativi sull´energia nucleare, dopo la recente catastrofe di Fukushima in Giappone, obbligano a ripensare il nostro avvenire energetico. La Germania, con la decisione di uscire dall´atomo entro il 2022, induce a riflettere su un nuovo laboratorio. La riflessione riguarda anche l´Italia in considerazione di due elementi: l´ammissione del referendum sul nucleare da parte della Corte di Cassazione, al quale il governo aveva parzialmente rinunciato con il dl omnibus e la mancanza di un piano energetico nazionale.
Quest´ultimo dovrebbe ricevere impulso dalla conferenza nazionale programmata per fine 2011, mentre si è in attesa dei decreti su solare termico, eolico e biomasse. Una volta abbandonato il 25% di elettricità da nucleare da costruire da zero, si parla di un mix di energie rinnovabili, carbone pulito e gas non convenzionale ("shale gas"): una strategia tutta da disegnare, mentre impera l´energia da combustibili fossili e da petrolio con emissione di CO2 di grado elevato e grave rischio per la salute degli italiani.
La sostituzione del nucleare, debole emettitore di CO2, con le energie rinnovabili, meglio del gas e del carbone, tronca il rischio nucleare, però aumenta il pericolo climatico. I rigetti di gas da carbone hanno raggiunto 30,6 gigatonnellate (GT) nel 2010, un aumento del 5% rispetto al 2008, anno del precedente record che aveva totalizzato 29,3 GT.
Il capo economista dell´AIE, Fatih Birol, così commenta: "Ci si attendeva un rialzo, ma non così alto". Queste informazioni costituiscono un serio pericolo per le speranze di limitare l´aumento della temperatura nel mondo a 2°C, ad avviso di Fatih Birol.
Secondo l´AIE le emissioni di CO2 nel settore dell´energia non devono oltrepassare i 32 GT nel 2020 per rispettare il limite dei 2°C adottato dalla Comunità internazionale. Per rispettare questo massimale occorrerà che i rigetti di CO2 aumentino di meno nel corso dei prossimi dieci anni. Si tratta di una scommessa.
Il glaciologo e climatologo Jean Jouzel, componente dell´ufficio del Gruppo di esperti intergovernativi sull´evoluzione del clima (GIEC), osserva che: "Le emissioni di CO2 non sono mai aumentate così velocemente: 3% per anno in più da dieci anni, tre volte di più rispetto al decennio precedente".
È chiaro che senza una inversione di tendenza, il pianeta subirà un riscaldamento superiore di 4°C, e per evitare questo occorrerà che il livello delle emissioni cominci ad abbassarsi nel 2015, con una caduta più rapida a partire dal 2020. Orbene, la messa in discussione del nucleare in diversi paesi rischia di tradursi in una più alta percentuale di emissioni legate al gas o al carbone; i margini di manovra da oggi al 2020 sono molto stretti; per cui deve esserci un urgente cambiamento dell´indirizzo politico.
Una sessione di negoziati internazionali sul clima si sta tenendo in questi giorni a Bonn dal 6 al 7 giugno prossimo, ultima tappa prima della conferenza di Durban, nell´Africa del Sud, nel mese di novembre di quest´anno. Queste cifre dovranno suonare come un "appello al risveglio", così si augura l´economista dell´AIE ed il responsabile dell´ONU per il clima Cristiana Figueres.
Nulla è più sicuro. Nessuno spera che a Durban si concluda un accordo internazionale, anche se la riunione del G8 a Deauville nel comunicato finale assicura che "la lotta contro i cambiamenti climatici è una priorità mondiale". Stati Uniti, Russia, Giappone e Canada, però, dietro le quinte del summit, hanno ripetuto il loro rifiuto di impegnarsi in un eventuale secondo periodo del protocollo di Kyoto dopo il 2012.
La speranza è che la pubblicazione dell´AIE con queste cifre fortemente allarmanti possa modificare l´atmosfera del prossimo negoziato. Ormai appare sempre più chiaro che la lotta ai cambiamenti climatici è una sfida decisiva per salvare il pianeta terra dalla catastrofe. di,Fiorenzo Grollino