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La casta che costa

08-04-2011 08:56 - ECONOMIA E SOCIETAŽ
CROCE E DELIZIA DEL SISTEMA BANCARIO

Fra ............ Cose, questa, deve cambiare nel nostro paese!!
L´ennesimo invito alla speranza ed essere più attenti, ci arriva dal
quotidiano politico: " opinione.it" postato dall´amico "Fiorenzo Grollino" attraverso il
nostro portale dell´associazione: Cultur@lClubItalia.


Infatti, l´attuale governo ci invita alla prudenza su certe tematiche,
ci consiglia di spendere per far girale l´economia,
ci racconta che l´Italia e fuori da qualsiasi rischio o attacchi speculativi da cecchini esterni in merito al sistema economico e bancario,
ci consiglia di non dare ascolto alle stronzate strumentali della sinistra,
ma..., però...., non dice....., si dimentica! Non ci consiglia di non credere alle loro cretinate, ai passaggi e accordi segreti-inciuci (venduti come accordi programmati, così si chiamano infatti a Roma), fatti nei banchi del "transatlantico" con voti passati a maggioranza assoluta, in quei casi stranamente nessun politico di nessun schieramento abbaia ed invita i suoi sostenitori a scendere in piazza a manifestare.


Signori, attenti, questa e pura IPOCRISIA, chiamatela come volete.

Fatto è che, la maggioranza degli italiani assapora quotidianamente in tutte le salse, giusto l´inverso di ciò che viene detto o manipolatamente venduto da chi che sia. Tornando al sistema banche, Fiorenzo Grollino ci racconta che:
"Il sistema bancario italiano è ormai alla deriva per due ordini di motivi: sono diminuiti i prestiti a imprese e famiglie per 436 miliardi di euro l´anno, ed è il più caro dell´Unione europea con i tanti balzelli che gravano sui correntisti con 4,2 miliardi di spese extra.
Contro le banche italiane nulla possono né la vigilanza di Bankitalia né il ministero del tesoro, perché riescono ad aggirare ogni regola per quanto rigida possa essere, ed anche quando sono costrette ad abolire qualche balzello, lo stesso spunta fuori sotto altra forma.
La chiarezza non è certamente il punto forte di questo sistema che da sempre tiranneggia il consumatore grazie anche ad agguerrite lobby che si annidano persino in Parlamento, avendo dato dimostrazione di potenza nella emanazione della legge milleproroghe, che ha favorito le banche in materia di restituzione di somme indebitamente pagate.
La diminuzione dei prestiti a imprese e famiglie emerge chiaramente da uno studio di "The European House Ambrosetti", che stima l´impatto potenziale, a seguito della rivoluzione di Basilea 3, della stretta creditizia, giungendo a ipotizzare una riduzione massima dei prestiti a 436 miliardi di euro, pari al 24% dell´intero stock di credito del 2009.
Questo accade perché c´è il rischio concreto che, per adeguarsi alle nuove norme di Basilea 3, le banche abbandonino la via della ricapitalizzazione che appare alquanto complicata per seguire la scorciatoia del razionamento del credito.
Come si vede, questa situazione condiziona fortemente la crescita dell´Italia, che non riesce a decollare, perché nel nostro paese la dipendenza del sistema delle imprese dal credito bancario per finanziamenti è superiore alla media europea.

La crescita reale dell´Italia non c´è, anche perché infiniti sono i balzelli con cui le banche colpiscono i consumatori. A cominciare dal costo dei conti correnti che ammonta annualmente a 295,66 euro, il più alto in assoluto in Europa, rispetto alla media U.E. di 114,00 euro, mentre nel Regno Unito, uno dei paesi più avanzati nei servizi bancari, il costo medio annuo di un conto corrente è di 77,50 euro, un quarto rispetto alla media italiana.
E come se ciò non bastasse un gruppo crescente di banche ormai si fa pagare per restituire i soldi dei clienti allo sportello.
Si tratta di grandi gruppi, come Unicredit, Cariparma, BNL BNP Paribas, BPM, MPS, UBI, che applicano commissioni da 1 a 3 euro per chi chiede il proprio denaro ad un addetto alla cassa di un´agenzia bancaria.
Contro questo balzello è insorta la Federconsumatori che trova "incredibili e inaccettabili, da rapina, le condizioni applicate".
L´Antitrust, chiamata in causa, ha promosso un´indagine per accertare se questa mossa è concertata e lede la concorrenza.
L´Abi, Associazione bancaria italiana, presieduta dall´avv. Mussari, già presidente di MPS, si lava, come Ponzio Pilato, le mani, assumendo: "Nessun rincaro o nuova tassa, ma una grande varietà di offerte", con tipica ipocrisia bancaria. Ci vuole una bella faccia tosta nel rilasciare dichiarazioni come questa, che calpestano quel decalogo che va sotto la farisaica denominazione di "patti chiari".

Così il sistema bancario italiano si prende gioco di Bankitalia, che, per rendere più trasparente l´offerta, ha introdotto nel 2010 l´ISC (Indicatore Sintetico di Costo), che obbliga a fornire il costo annuo per un uso standard e profila i clienti in "sei griglie di adeguatezza": giovani/famiglie con operatività bassa / media/ alta, pensionati con operatività bassa / media, il che significa che le banche non possono più vendere prodotti inadatti al singolo profilo.
Non è finita, perché c´è la leggenda del bonifico, che prevede il trasferimento di denaro dal conto di una banca al conto di un´altra banca, che, impiegando ben tre giorni lavorativi per questa operazione, costa, quando va bene, da un euro a più di 6 euro.
E poi ci sono: le spese per la comunicazione dell´estratto conto, l´eterna applicazione della c.
m.s. (commissione di massimo scoperto) che, se pur abolita, continua a circolare, ed altri balzelli propri del sistema italiano e di nessun altro paese dell´Unione europea. Così prosperano le banche italiane e crescono le utility dei manager.
A fronte di questo sistema, tutte le battaglie fin qui condotte sono state perse e la crescita del nostro paese si allontana sempre più.
Adesso, però, occorre un´inversione di tendenza, altrimenti la barca affonda: Banca d´Italia e Ministero del Tesoro sono chiamati ancora una volta ad assumersi il compito di salvare l´economia del paese e la sua crescita, forti delle esperienze del passato e del presente che è il peggiore di questi ultimi anni."





Fonte: MASTER

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