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IL BILANCIO DELLA GESTANTE "SIGNARA CORRUZIONE", EŽ SEMPRE IN ATTIVO.

04-06-2011 17:19 - ECONOMIA E SOCIETAŽ
Cultura etica nella Pubblica Amministrazione


di Elisa Martino
La cultura organizzativa del servizio pubblico è il sistema di significati condivisi da parte di individui che cooperano. Essi si incarnano in simboli, miti, linguaggi, rituali, metafore, attraverso cui si traccia il discrimine tra lecito e illecito.
Il servizio pubblico ha un´etica che risponde a propri codici morali e norme derivate; in essa sono vigenti standard più restrittivi e intransigenti, rispetto sia all´etica privata sia a quelle proprie delle altre professioni.
Belligni nella sua trattazione sui costi della corruzione utilizza due modelli etici riguardo gli standard valoriali e normativi che connotano l´identità morale del funzionario pubblico nel suo ambiente organizzativo: l´ethos burocratico e l´ethos democratico.
Il primo è improntato ai seguenti principi: competenza, imparzialità, disinteresse, neutralità politica, lealtà e obbedienza. Questo modello considera corretto il comportamento amministrativo che si conforma a questi standard formali a prescindere dai concreti obiettivi perseguiti. Il secondo, invece, è orientato alla responsabilità e ai risultati che devono consistere nel perseguimento dell´interesse collettivo.
L´ethos burocratico e quello democratico costituiscono la "moralità burocratica" che richiede un uso responsabile della discrezionalità e prudenza nel perseguimento dell´interesse collettivo.
Nella pubblica amministrazione è però presente un terzo tipo di ethos che si allontana da questa sintesi virtuosa: quello corporativo. Esso è caratterizzato dall´eterogenesi dei fini e dal perseguimento degli interessi organizzativi dei burocrati.
I deprecati fenomeni di autoconservazione, autotutela, autoreferenzialità delle burocrazie pubbliche rafforzano, secondo Belligni, le tendenze al malcomportamento e alla corruzione.
Il sistema corruttivo può essere limitato attraverso l´adozione di programmi rivolti a ridurre l´opportunismo e ad elevare il livello etico delle organizzazioni, in aderenza all´ethos burocratico e democratico. Lo scopo dev´essere quello di rafforzare la lealtà all´istituzione e lo spirito di corpo, per far perseguire scopi di equità sociale e non organizzativi, propri del burocrate.
Il Servizio Anticorruzione e trasparenza, nel "Primo rapporto al Parlamento", febbraio 2009, afferma che la corruzione è una tassa immorale ed occulta pagata con i soldi dei contribuenti che frena lo sviluppo economico. Il costo della corruzione stimato è di 50-60 miliardi di euro l´anno,ossia una tassa di circa 1000 euro l´anno a testa, inclusi i neonati. Ma essa "ha però un impatto ancora maggiore sul piano dell´immagine, della morale, della fiducia; un costo non monetizzabile che rischia di ostacolare gli investimenti esteri in Italia, di uccidere la fiducia nelle istituzioni e rubare la speranza nel futuro alle generazioni di giovani, cittadini ed imprese".
Secondo questa organizzazione la lotta alla corruzione si deve basare su una riforma del sistema di finanziamento dei partiti ma soprattutto sulla riaffermazione dei principi dell´integrità e dell´etica pubblica.
I Signori Rossi intendono controllare che questi principi vengano rispettati dalla pubblica amministrazione, al fine di garantire il rispetto dell´interesse pubblico.
Fonti:
1. Tesi di laurea di Elisa Martino "Democrazia e corruzione".
2. S. Belligni , Il volto simoniaco del potere, Giappichelli, Torino.
3. Servizio Anticorruzione e trasparenza, "Primo rapporto al Parlamento", febbraio 2009.



Fonte: MASTER

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