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Il Protocollo di Intesa, del Ministro Gelmini e il Dottor Casavola, Presidente del C.N. per la Bioetica,
12-09-2010 - Cultura
Lo studio della bioetica entra nella formazione scolastica
Il progresso della scienza non va di pari passo con i cambiamenti sociali e culturali. "L´umanità ha bisogno urgentemente di una nuova saggezza che fornisca la conoscenza di come utilizzare la conoscenza per la sopravvivenza dell´uomo e per migliorare la qualità della vita", affermava nel 1970 l´oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, in un articolo pubblicato sulla rivista dell´Università del Wisconsin "Perspectives in Biology and Medicine", gettando le basi di quella scienza della sopravvivenza che chiamò "bioetica".
L´articolo 23 della Dichiarazione universale dell´UNESCO sulla Bioetica e i Diritti umani del 19 ottobre 2005 impegna gli Stati membri "ad incrementare l´istruzione e la formazione in materia di bioetica a tutti i livelli e ad incoraggiare i progetti di informazione e di diffusione delle conoscenze riguardanti la bioetica". Anche il punto 73 del Draft Report on Social Responsibility and Health del 29 marzo 2009 del Comitato Internazionale di Bioetica dell´UNESCO invita i Governi degli Stati membri a garantire ai cittadini gli strumenti per un´educazione bioetica, ritenuto presupposto imprescindibile per partecipare al dibattito pubblico sui problemi etici, sociali e giuridici sollevati dal progresso scientifico e tecnologico.
Recependo i suggerimenti internazionali, nonché la diffusa sensibilità su tali temi, è stato recentemente stipulato un Protocollo d´Intesa tra il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca (MIUR), affinché la bioetica diventi parte integrante della formazione scolastica delle nuove generazioni.
Il bisogno di etica conseguente alla percezione della problematicità del tempo presente si esprime di frequente nella richiesta di nuovi codici morali, di nuove regole, in grado di disciplinare, di giustificare, o quanto meno, di orientare l´agire. La bioetica nasce a partire dal 1970 e diviene una sorta di "grammatica" dei rapporti con il vivente. Alla riflessione sui temi di inizio e fine vita che ha dominato, fino ad oggi, il dibattito bioetico, in Italia, si affiancano temi emergenti in ambito internazionale quali la ricerca sulle cellule staminali, le sfide derivanti dall´intreccio tra nanotecnologie, neuroscienze, bio-informatica e robotica, le prospettive del potenziamento umano che possono svilupparsi da tale convergenza tecnologica, come pure la possibilità di ricombinare componenti biomolecolari in modo da produrre nuovi circuiti genetici e biochimici, per rimodellare forme di vita esistenti o crearne di nuove (applicazioni della biologia sintetica). Si sta delineando un radicale cambiamento di direzione nella storia della bioetica ed il sorgere di una "etica del nuovo" (espressione coniata dal Centro di studi biogiuridici ECSEL).
Il Protocollo di Intesa, siglato il 15 luglio 2010 dal Ministro Gelmini e il Dottor Casavola, Presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha durata triennale e prevede all´articolo 2, diverse modalità di intervento variamente articolate che comprendono, tra l´altro, l´indagine, attraverso la somministrazione di questionari, ai dirigenti scolastici e ai docenti della scuola secondaria superiore, sullo stato attuale dell´insegnamento sui temi della bioetica nel mondo della scuola; la ricerca di metodologie didattiche appropriate al carattere interdisciplinare a alla vocazione dialogica della bioetica, a partire da indagini teoriche, da esempi di "buone pratiche" e dalle proposte avanzate da dirigenti scolastici e docenti; lo studio delle modalità più idonee per inserire nei diversi curricula scolastici - dalla scuola primaria alla secondaria - elementi di una formazione continua e graduale delle principali tematiche bioetiche (rispetto e cura della vita e della salute dell´uomo, benessere animale, tutela dell´ambiente), tenendo presente l´interazione tra le diverse aree disciplinari pertinenti; la progettazione di programmi di formazione e aggiornamento del personale docente, presso università o enti accreditati, dal MIUR, sugli aspetti epistemologici ed applicativi della bioetica, nonché sulle metodologie didattiche più appropriate all´inserimento della bioetica in ambito scolastico.