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IL PAPA E LA FESTA DEL 1° MAGGIO
03-05-2011 08:19 - Cultura
Primo Maggio: Festa del lavoro!
Navigando in internet, siamo rimasti colpiti da un comunicato scritto il 02 maggio da Nicolò Vergata su "legno storto" che riportiamo integralmente senza alterarne né il significato, né il contenuto; certamente non concordiamo lo scritto, ma per tanti di noi è un momento di riflessione profonda che andrebbe fatta, per far attecchire meglio la democrazia e libertà di pensiero, senza che nessuno la possa continuamente strumentalizzare a beneficio di poche e scalmanate frange, che mettono a repentaglio la nostra cultura, la nostra storica civiltà contadina che tanto ha dato al nostro paese e la nostra libertà.
Questi emeriti fanatici, non possono E NON DEBBONO continuare a seminare zizzaine nel nome della libertà, fratellanza, del comunismo serio, e poi spaccare tutto ciò che gli capita a tiro, senza che nessuno possa intervenire e se ciò accade, viene letto come una repressione (in Italia gli eccessi non mancano mai, in questo siamo padroni, non ci batte nessuno).
Vogliamo ricordare al lettore, che La Festa dei lavoratori, o meglio la Festa del lavoro è stata istituita in America, ed è una festività che annualmente viene attuata per ricordare l´impegno del movimento sindacale (quello non politicizzato, quello serio), per i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.
Più precisamente, intende ricordare le battaglie operaie per la conquista di un diritto ben preciso: l´orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tale legge fu approvata nel 1866 nell´Illinois, (USA), la Prima Internazionale richiese che legislazioni simili fossero approvate anche in Europa. La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di Festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872. In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia soltanto due anni dopo.
..........Titolo: LA RESURREZIONE.......... "I° Maggio, festa del comunismo e del suo Antagonista Scritto da Nicolò Vergata lunedì 02 maggio 2011
Mentre a Piazza San Pietro si beatificava papa Vojtyla, artefice del colpo mortale inflitto al comunismo dei Paesi dell´est europeo, a piazza San Giovanni si festeggiava il I° maggio, festa dei lavoratori ma da sempre trasformata in annuale appuntamento sulla esaltazione del comunismo di casa nostra. Oltre un milione di fedeli cattolici da una parte e qualche migliaio di fedeli del Rock dall´altra.
Così, mentre la Chiesa, anticipando il Governo italiano sul "processo breve", giudicava "Beato" papa Giovanni Paolo II, i sindacalisti di Cgil-Cisl-Uil si cannibalizzavano tra di loro all´ombra della Bandiera tricolore e dell´Inno nazionale ormai adottati dalla Cgil, con indebita appropriazione, al posto delle vecchie bandiere rosse e di Bella ciao.
Preclaro esempio di mimetismo politico per superare una fase irreversibile di tramonto ideologico. Principale terreno di scontro l´interpretazione controversa da dare all´appello, come al solito criptato, di Napolitano alla ricomposizione della Unità dei sindacati. Interpretazione che, risalendo alla voluntas, alla ratio e, soprattutto, alla appartenenza ideologica di chi lo ha rivolto, non può che essere interpretato come un monito a Cisl e Uil di non ostacolare la consolidata egemonia della Cgil e di ritornare a fare da paggio Fernando ai deliberata di essa.
Ma qualcosa è oggettivamente cambiata e qualcosa soggettivamente non lo è . L´Italia è l´unico Paese europeo e forse mondiale dove la Festa del Lavoro si festeggia non lavorando. Costituisce, pertanto, per i militanti comunisti sacrilegio ideologico che qualcuno possa suggerire al malconcio terzo settore commerciale la discrezionalità di tener chiusa la bottega oppure approfittare dell´insolito flusso turistico per risanare i debiti e far circolare la moneta. Ecco, allora, il primo terreno di scontro:
a MILANO, i militanti di sinistra del "San Precario" irrompono e devastano un supermercato e gli altri negozi cittadini che, ignorando le minacce "Chiudete i negozi o vi pentirete !" avevano osato rimanere aperti. Ne hanno fatto le spese alcune Banche, pur chiuse ma simbolo del capitalismo occidentale; molte agenzie interinali e immobiliari e vari negozi, le cui serrande - quando è andata bene- sono state sigillate con iniezioni di acciaio liquido. Violare l´obbligo di obbedienza nei regimi totalitari è severamente punito per oltraggio al principio di quella democrazia popolare così come è intesa dalla fede marxista-leninista-maoista-stalinista.
A ROMA , militanti di sinistra, coadiuvati da precari e da immigrati, impediscono con violenza l´apertura e l´attività commerciale della maxiboutique Zara di via del Corso, nonché della Rinascente, Tezenis, Walt Disney e di molti altri negozi, presidiando la Galleria fino a Piazza del Popolo. Tutto questo mentre nel tradizionale maxiconcerto sfilano e si esibiscono i più noti cantanti e personaggi della èlite economico-propagandistica rigorosamente di sinistra.
Clamorosa spaccatura tra i sindacati anche nella rossa BOLOGNA, dove il segretario della Cisl, reo di non essere succube della Cgil e di guardare ad un ruolo del sindacato più moderno e meno anchilosato sulle ideologie marxiste, ha pensato bene di salvarsi la pelle anticipando di ventiquattro ore la manifestazione, col conseguente storico effetto che il primo maggio la Cgil si è trovata da sola in Piazza Maggiore.
Altro nobile esempio di democrazia viene da TORINO, dove è dovuta intervenire la polizia sul corteo sindacale salvando gli esponenti della Cisl, già coperti da uova marce al grido di "traditori" dalle aggressioni dei comunisti duri e puri. In compenso questi democratici di sinistra si sono sfogati bruciando sul palco le bandiere della Cisl e della Uil.
Altrettanto clamoroso il caso di FIRENZE, dove l´afflusso dei partecipanti è stato addirittura inferiore al numero (400) dei lavoratori dipendenti dei tre maggiori sindacati, come ha dovuto ammettere in una intervista a Lucia Annunziata lo stesso sindaco Matteo Rienzi.
Anche a NAPOLI, Primo Maggio senza comizi e cortei e con un semideserto concerto graziosamente offerto, assieme a tanta generosa immondizia, dalla Rosa Russo Jervolino.
A GENOVA, invece, sono state le donne, quelle di "se non ora quando" ad appropriarsi della manifestazione. Evidentemente la sinistra si è resa consapevole che i tradizionali discorsi sulla esaltazione della falce e martello non inganna più nessuno. Meglio, allora, ripiegare su Ruby e sulla dignità di quelle che la danno lo stesso ma non per denaro.Infine,
a PALERMO, il maltempo ha messo d´accordo sindacalisti e negozianti. Tutti a casa davanti la Tv a vedere papa Vojtyla con sotto il naso un bel piatto di pasta con le sarde.
Insomma, un Primo maggio diventato terreno di scontro e a nulla è servito il caldo appello della sempre funerea e arrabbiata Susanna Camusso ad accogliere l´invito di Napolitano alla unità sindacale - che, evidentemente, giova più alla Cgil che ai lavoratori, oggi ben più avveduti. La sua è, perciò, rimasta vox clamantis in deserto. Sul comunismo ha vinto, ancora una volta e pur da morto, papa Vojtyla. Meriterebbe la promozione a santo solo per questo.""