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IL PANTANO:QUESTA GIUSTIZIA CHE NON DECOLLA

26-05-2011 07:31 - ECONOMIA E SOCIETA´


ADESSO BASTA, EHH BASTA CON QUESTO STILLICIDIO,
LA LEGGE E´ O NON E´UGUALE PER TUTTI... "FATE-CCIO" SAPERE

"E´ L´INEVITABILE MOMENTO DI FAR CESSARE LO STATO DI CRISI DELLA GIUSTIZIA ITALIANA

Diritto civile e mediazione

È stato decisivo l´intervento del ministro del´economia Giulio Tremonti, che, nella presentazione del decreto sulle misure a sostegno dello sviluppo, ha indicato la lentezza dei processi civili quale fattore di freno dell´economia, per scuotere l´albero della Giustizia, che è avaro di frutti.

Invero, il ministero della Giustizia che aveva tentato con la procedura di mediazione, entrata in vigore il 21 marzo 2011, di dare una scossa alla propria inefficiente amministrazione, è rimasto impantanato in una diatriba, innescata dagli stessi avvocati, relativa al ridimensionamento dell´obbligatorietà dell´Istituto di mediazione e all´introduzione del vincolo dell´assistenza legale, tanto è vero che la prima sezione del Tar Lazio, al cui giudizio sono state portate dette questioni dall´avvocatura, con l´ordinanza dello scorso aprile 2011, ha rimesso le stesse alla valutazione della Corte Costituzionale.

Procedura di mediazione sì, procedura di mediazione no perché deve essere modificata, ora il discorso riguarda la drammatica situazione dei processi pendenti, a ragione denunciata dal ministro Tremonti, perché l´arretrato civile costa caro al nostro paese sia in termini di risarcimenti per l´eccessiva durata delle cause regolati dalla legge Pinto, sia in termini di costi che ricadono sulle imprese, costrette a misurarsi con un sistema giudiziario inefficiente, che pesa sulla competitività e frena gli investimenti.
L´arretrato giudiziario, infatti, è semplicemente impressionante, perché al 30 giugno 2010 ammontava ad un totale di 5.698.054 cause, così distribuito: 3.476.109 cause davanti ai Tribunali, 429.844 davanti alle Corti di Appello; 95.438 davanti alla Corte di Cassazione; 1.
578.519 davanti ai giudici di pace; 118.144 davanti ai Tribunali per i minorenni.
Per far fronte a questa situazione di sfacelo, per la quale gravano sullo stato e quindi sulla collettività costi per 2,9 miliardi di euro all´anno (secondo uno studio di Confartigianato i ritardi nei processi civili costano alle imprese 2,3 miliardi annui), si preannuncia una task force costituita da 10.000 (diecimila) avvocati e da 600 magistrati in pensione da assumere secondo modalità stabilite in un emanando decreto, che conterrà parte dei contenuti del Ddl sull´efficienza dei Tribunali ora al Senato (atto Senato 2612).
Si tratta di un ritorno , se così si può dire, alle sezioni stralcio istituite con la legge n.
276/97, che portò alla formazione di una squadra di mille giudici onorari aggregati (Goa), per cui furono spesi 574 miliardi di lire con il risultato di eliminare ottocentomila cause. Ora la situazione è molto più grave, perché bisogna moltiplicare 800.000 cause per 7 ed avere 5.
600.000 cause pendenti, un po´ meno della pendenza reale.
In presenza di tanto disastro e volendo realmente eliminare l´arretrato non si può pensare di "arruolare" solo diecimila avvocati e 600 magistrati in pensione, perché ce ne vorrebbero molti di più, né di porre limiti di età e stabilire un mandato di soli 5 anni non rinnovabile e la cessazione con il compimento dei 77 anni, anziché degli 80 anni, né di forfetizzare il compenso limitandolo a 200 euro a sentenza e ad un massimo annuo non superiore a 20.000 euro, perché questi volontari dell´ultima spiaggia debbono essere adeguatamente incentivati per sostenere un così gravoso impegno e dare i risultati sperati.
Né può essere stabilita un´incompatibilità con l´esercizio della professione forense nello stesso distretto di Corte di Appello in cui si esplica il mandato di giudice ausiliario, perché un avvocato che non ha superato i 75 anni di età è nel pieno della sua attività, per cui con tale incompatibilità si corre il rischio che siano disponibili solo avvocati che di fatto non esercitano più ed hanno ormai "i ferri del mestiere arrugginiti".

Come si dice, a mali estremi, rimedi estremi, per cui sul punto va fatta una seria riflessione, per non ripetere l´esperienza di 15 anni addietro con i Goa, che non sembra sia stata brillante, se, come sembra, buona parte di quelle sentenze sono state impugnate e riformate dalle Corti di Appello, con un aumento di cause in appello e quindi di lavoro per le Corti Territoriali.

È bene che il ministero della Giustizia porti la propria attenzione su questi elementi, mentre è in corso di elaborazione il decreto taglia processi, per evitare di varare l´ennesimo provvedimento urgente in materia di efficienza giudiziaria che non serve alla bisogna".
Fiorenzo Grollino



Fonte: MASTER

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