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E se proponessimo la Procura di Milano per un bel telegatto?

06-04-2011 20:51 - Cultura
E POI DICONO CHE SIAMO ABBANDONATI E SNOBBATI DA TUTTO IL MONDO CIVILE, SARA´ POI COSI´ VERO??

I media di tutto il mondo hanno inviato i loro cronisti a Milano (sotto la Madonnina non si trova un buco neanche presso "Affittacamere Sgarrupati") per l´inaugurazione del "Processo dei Processi": quello che riguarda la bella Ruby con contorno di Bunga Bunga ad Arcore.
Altro che quelli, di buona memoria, alle Brigate Rosse.
D´altronde, si sa, sulle questioni di gnocca tutto il mondo è paese.
Il pubblico televisivo di tutto il mondo non aspettava altro, dopo aver golosamente gustato la pubblicazione delle intercettazioni fatte fare dalla Procura meneghina.
A Kathmandù, come nelle oasi del Sahara, nonché nelle più sperdute lande della Terra del Fuoco, si stanno inaugurando discoteche intitolate al Bunga Bunga.
Lo Stato italiano dovrebbe registrare il marchio e chiedere i diritti d´autore. Ne beneficerebbe il debito pubblico.
I primi baldi giovani tunisini recentemente sbarcati a Lampedusa, quando qualche progressivo e progressista teleintervistatore citava il Bunga Bunga, annuivano entusiasti "Si, si!" e sfoderavano uno smagliante sorriso, per nulla scandalizzati.
Figuriamoci: loro che, come le mie pupille di Giovane Marmotta hanno potuto vedere in Egitto e in Tunisia, sono adusi bunga bungarsi a frotte tra maschietti nelle riposte sale dei bagni turchi.
E infatti è per la prospettiva di finalmente bunga bungare anche con italiche femmine che molti di loro hanno affrontato i perigli di una traversata su carriole del mare: per venire finalmente in quel Paese dei Balocchi che da sempre, si sa, è indubbiamente l´Italia.
D´altronde chi di noi va negli States, si sente tuttora chiamare "Italiano: Mafia & Moda".
Dopo aver regalato alla cinematografia degli States l´inesauribile e redditizio filone della Mafia, ora stiamo regalando il filone del Bunga Bunga.
E´ un indubbio progresso.
Del resto, diciamolo, un popolo che dopo esser stato liberato dagli Angloamericani ha per decenni votato in massa per un Partito Comunista facendone il più grosso e grasso tra quelli dell´Occidente, non poteva pretendere di esser preso un granché sul serio dai suoi liberatori.
In una puntata di un recente telefilm americano, un poliziotto chiedeva a un suo collega con quali argomenti avrebbe potuto agganciare un mafioso.
L´altro gli suggeriva di parlargli della mamma, della pizza, di Santa Rosalia o di San Gennaro.
E però, malgrado agli occhi del mondo appariamo da sempre, e con ragione, come personaggi di un film di Alberto Sordi, siamo riusciti a diventare una delle otto potenze economiche mondiali.
La cosa manda ai pazzi i seriosi tedeschi, gli incazzosi inglesi e gli sciovinisti francesi.
Siamo anche l´unico Paese in cui un Premier da anni si divide tra simposi internazionali e aule giudiziarie.
Arcore, per merito dell´italica Magistratura, nell´immaginario collettivo del Pianeta, ha preso il posto della magica Baghdad de "Le Mille e una Notte".
Un via vai di tappeti volanti con sopra eserciti di avvenenti Urì.
Le sedute del Tribunale di Milano, in cui sfileranno più di cento testimoni tra cui anche George Clooney (roba da kolossal hollywoodiano), saranno seguite da folle planetarie.
Uno spettacolo che incollerà ai teleschermi sia i fedeli, sia i nemici di Gheddafi, contribuendo magari a trovare un compromesso tra le parti.
I tristi e disciplinati giapponesi, così provati dal terremoto, dal maremoto e dalle fughe radioattive, ritroveranno, grazie alle divertenti iniziative della Procura di Corso XXII Marzo, il sorriso.
Già si annuncia, per l´estate prossima, il tutto esaurito in alberghi e ristoranti della Penisola.
E chi si vorrà perdere una vacanza nel gioioso Paese del Bunga Bunga?
Ai voglia che in trasmissioni seriose tipo Anno zero o Ballarò, si cerchi di dipingere un Paese lugubre, allo sfascio, in crisi, buio e triste.
La Procura di Milano sta assolvendo magnificamente al compito di divulgare sui teleschermi dell´Universo Mondo (fors´anche su quelli di altre Galassie) la nostra fama di gioiosi, un po´
anarcoidi ma decisamente goderecci, amanti de "La Dolce Vita".
E giustamente ne gode essa medesima.
Finalmente anche Ilda Boccassini, in arte "Ilda la Rossa", dopo aver meritoriamente perseguito per anni mafiosi e ´ndranghetosi senza che i media se la filassero un granché, sta diventando universalmente famosa.
Più della Shiffer.
D´altronde viviamo in un Paese governato da un vero e proprio Re Mida, che riesce a far diventare famoso chiunque abbia la ventura di frequentarlo, anche solo per un paio di calde notti o un paio di udienze in tribunale.
Chi se la sarebbe filata una sgallettata mignotta di provincia, ora ricca e famosa, come la D´Addario, se non si fosse infilata, in qualità di coraggiosa imprenditrice del Sud, nel lettone di Putin?
E che dire della bella, ingenua Ruby, che per qualche cena ad Arcore, è ora contesa a suon di decine di migliaia di euro nella pur schifiltosa Mitteleuropa per presenziare a balli di caste debuttanti?
Ma all´estero, anche grazie alle iniziative della Boccassini e delle democratiche pubblicazioni delle intercettazioni da ella fatte effettuare, ci conoscono molto meglio di quanto ci conosciamo noi stessi: un editorialista di un foglio parrocchiale come il Wall Street Journal, infatti, si meravigliava delle alzate di scudi moralistici delle nostre opposizioni sulla conclamata passione per la gnocca dello Svergognato di Arcore.
Non sono gli italiani famosi nel mondo per esser impenitenti "Latin Lovers"? Si domandava quel giornalista.
Insomma, la Procura ambrosiana, colle sue provvide iniziative rimbalzate sulle televisioni planetarie, ci ha reso agli occhi del mondo ancor di più un Paese di simpatici sciupa femmine.
Ed oggi, sempre grazie al Re Mida della Brianza, la stessa Procura è tra le più famose, per non dire la più famosa e invidiata, del Globo Terracqueo.
Non è un caso che il geniale Andy Warhol già negli anni cinquanta dicesse: «La Televisione è quella cosa che renderà tutti - quasi tutti - famosi per quindici minuti!».
Propongo pertanto di indire una petizione popolare per insignire la nostra amata e oramai teleceleberrima Procura di Milano di un meritatissimo Telegatto.
E chi se ne frega di insignificanti "spetteguless" di provincia.
Come quello sulla calata di braghe di un Governo di Sinistra di fronte alla Mafia.
Nel ´93.
Scritto da Aldo Reggiani su legnostorto (quotidiano libero)
Formia lì, 06-04-2011
Postato master
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Fonte: MASTER

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